


ACQUAPENDENTE – Strade trasformate in lastre di ghiaccio, disagi diffusi e un silenzio istituzionale che ha fatto crescere rabbia e amarezza. È durissima la nota diffusa nel pomeriggio di ieri dalle consigliere comunali di minoranza Federica Friggi e Domitilla Agostini, che puntano il dito contro la gestione dell’emergenza gelo ad Acquapendente nella giornata del 1° gennaio.
Secondo quanto denunciato, il nuovo anno si è aperto con una situazione definita “gravissima”: fin dalle prime ore del mattino il centro storico sarebbe stato impraticabile, diventando una vera e propria “pista di pattinaggio”, con seri rischi per pedoni, anziani e persone fragili. Particolarmente preoccupante, evidenziano le consigliere, la difficoltà di raggiungere strutture fondamentali come l’ospedale e la RSA, proprio in una giornata in cui la sicurezza avrebbe dovuto rappresentare una priorità assoluta.
A rendere ancora più evidente la criticità, il confronto con le strade provinciali, regolarmente trattate con il sale, mentre quelle comunali sarebbero rimaste completamente ghiacciate. Una mancanza inspiegabile, sottolineano Friggi e Agostini, considerando che le previsioni meteo annunciavano da giorni temperature sotto lo zero e gelate diffuse.
Nel mirino finisce anche la gestione della Protezione Civile. I volontari, spiegano le consigliere, non sarebbero stati pre-allertati né attivati preventivamente, ma chiamati solo dopo le 10 del mattino, a seguito delle numerose segnalazioni e proteste dei cittadini. Un intervento tardivo che avrebbe limitato l’efficacia delle operazioni, quando ormai disagi e cadute si erano già verificati. Per regolamento, ricordano, la Protezione Civile può operare solo previa formale attivazione da parte del Comune, che non sarebbe arrivata in tempo.
Secondo la nota, il problema non sarebbe nemmeno legato alla mancanza di mezzi: il Comune disporrebbe infatti di uno spargisale di piccole dimensioni, adatto alle vie del centro storico, che però non sarebbe stato nemmeno montato nonostante le condizioni meteo ampiamente prevedibili.
Il bilancio, secondo le minoranze, è pesante: strade pericolose, disagi diffusi e diversi cittadini caduti, con il costo dell’inerzia amministrativa che ricade interamente sulla comunità. Da qui la richiesta di risposte chiare all’amministrazione: perché non c’è stata prevenzione, perché la Protezione Civile non è stata attivata per tempo e chi risponderà dei danni subiti dai cittadini.
“Acquapendente merita un’amministrazione presente e responsabile – concludono Friggi e Agostini – non un Comune bloccato dal ghiaccio e dal silenzio”.